Mettere all’indice l’errore e guardare con sospetto l’ignoranza è spesso considerato segno di virtù. Un atteggiamento quasi doveroso. Eppure, forse, la verità è un’altra.
Attraverso racconti personali, riferimenti alla scienza e allo sport, e spunti che vanno da Machiavelli e Montaigne fino a Sandel, passando per figure inattese come Mike Tyson, Bruce Lee e Roger Federer, Gianrico Carofiglio ci accompagna alla scoperta di un valore poco celebrato: quello del non sapere consapevole. Un terreno fertile da cui possono nascere intuizioni, crescita e nuove possibilità, se impariamo ad accettare i nostri sbagli e a farne tesoro.
Ne nasce una riflessione sorprendente su due concetti spesso fraintesi, trasformati qui in occasione di leggerezza e profondità insieme. Un invito luminoso a riconoscerci imperfetti. E, proprio per questo, profondamente umani.


